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mercoledì 25 marzo 2009

Prime escursioni sulla neve del Trentino - parte II

Proseguo dal mio ultimo post (Prime escursioni sulla neve del Trentino - parte I) con altre fotografie scattate durante le mie prime escursioni in assoluto sulla neve. La realizzazione di questi scatti non è stata difficile. Ho semplicemente camminato su sentieri battuti per non sprofondare nel manto nevoso e mi sono sempre mantenuto in condizioni di sicurezza. Non nascondo che un po' di avventura in più avrebbe reso le escursioni ancora più belle, però come prima esperienza è stata comunque forte ma soprattutto emozionante.

Passo Oclini è una bella località sciistica situata a cavallo di due cime note col nome di Corno Bianco e Corno Nero, a pochi chilometri da passo Lavazé. Queste due cime sono state di grande ispirazione per le mie foto, sono davvero fotogeniche. Ho avuto la fortuna di passarci nel pomeriggio, col sole che stava tramontando.

Il Corno Bianco, noto anche come Weisshorn, l'ho visto per la prima volta completamente innevato e solo in queste condizioni si può capire il perché si chiami così. Nella luce del tramonto, la cima rocciosa invita ad essere raggiunta ma in questa occasione per me è stato un traguardo purtroppo irraggiungibile.

To the top of weisshorn: Nikon D200, Tokina 12-24 f/4, iso 100, 12 mm, 1/3, f/16, tripod

Sul versante opposto rispetto al Corno Bianco si trova il Corno Nero, noto anche come Cima Rocca. Questa cima è invece ricoperta da alberi, in maggior parte abeti e al tramonto la luce del sole disegna il profilo donandogli una grande tridimensionalità.

Black Horn: Nikon D200, Tokina 12-24 f/4, iso 100, 24 mm, 1/6, f/11, tripod, CPL, GND8 (Cokin P121)

Col sole ormai basso stavo per andarmene via, ma non molto distante da me ho notato un curioso effetto di luce. Infatti i raggi caldi del tramonto illuminavano la cima del Corno Bianco e anche la punta di un cumulo di neve, creando un parallelismo tra le due punte illuminate. Sapendo che sarebbe durato pochissimo mi sono letteralmente fiondato sulla neve, sprofondandovi pur di raggiungere una posizione di scatto ideale!

Light parallelism: Nikon D200, Tokina 12-24 f/4, iso 100, 18 mm, 1/1.6, f/16, tripod, CPL

Al mio ritorno a Predazzo ho avuto il tempo per andare alla ricerca di altri scatti all'ora blu. Non sono riuscito a trovare un punto di scatto ideale per riprendere i corni dolomitici, fino a quando non mi sono imbattuto in una stradina innevata da cui si poteva assistere ad un ultimo e particolare scorcio. Arrivederci Dolomiti.

Horns: Nikon D200, Nikkor 17-35 f/2.8, iso 160, 17 mm, 30", f/6.3, tripod

Durante queste escursioni sulla neve ho utilizzato la mia D200 con il battery pack/impugnatura verticale, il che mi ha garantito un'impugnatura sempre salda e precisa. Ho affrontato temperature fino a poco meno di -10°C con vento, quindi la temperatura percepita era ancora inferiore. La macchina e l'attrezzatura non hanno mai dato segni di cedimento e sorprendentemente anche le batterie hanno retto più del previsto. Ho utilizzato sempre il polarizzatore, ma da questa esperienza ho capito che a meno di stretta necessità per eliminare i riflessi, questo filtro sui grandangoli crea sgradevolissimi effetti sul cielo (polarizzazione parziale) e satura fin troppo i colori sulle foto in montagna. In generale l'effetto di non completa polarizzazione si nota ma non come in quota, dove il cielo è più intenso! Ho usato anche dei filtri digradanti per non bruciare la neve sulle cime e mantenere il primo piano correttamente esposto. In alcune situazioni i filtri sono stati utili e decisivi, ma in molte foto in piena luce sulla neve sono quasi inutili e averli utlizzati mi ha solo rovinato le fotografie: questo per rimarcare che i filtri sono un potente strumento ma occorre ponderare bene in quali situazioni utilizzarli. Certamente in alcune foto rovinate le cose sarebbero state diverse se avessi utilizzato dei filtri professionali, con graduazioni più tenui.
Per quanto riguarda l'abbigliamento da escursione mi sono trovato ottimamente, grazie ai consigli di Luca, appassionato fotografo e uomo di montagna! Ho indossato pantaloni da escursioni invernale, fuori impermeabili e antistrappo, dentro caldi e felpati. Canottiera in microfibra e dolcevita in tessuto tecnico hanno completato l'opera, consentendomi di camminare al caldo e con una perfetta traspirazione del sudore. La giacca utilizzata è del tipo a due strati, uno interno in pile e uno esterno leggero antivento con collo alto e cappuccio.

7 commenti:

Enrico ha detto...

Ciao Andrea!!
davvero bella anche questa serie, luce al top!!molto particolare quella con la doppia cima illuminata, hai fatto un gran bene ad approfittarne!!

Enrico

Stefano Cuccolini ha detto...

Bella anche questa serie! Complimenti Andrea!
P.S.
sul pola hai proprio ragione: in montagna e in belle giornate il suo effetto sul cielo è davvero sgradevole: il cielo diventa quasi nero! : (
P.S.2
Anch'io mi vesto in questa maniera ;-)

Andrea Moro ha detto...

Grazie Enrico e Ste per i vostri commenti!!

Ste, alla zingherata mi sa che mi metto il microfibra :-D Chissà che sudate sotto il sole caldo della Toscana...e le mangjate....:-D

Andrea

Stefano Cuccolini ha detto...

ehehe...si mangerà e suderà tanto!
P.S.
incrociamo le dita per il tempo!

Luca ha detto...

Ciao Andrea, mi piace molto leggere i tuoi post e guardare le tue foto, sempre ben costruite. In particolare la prima e la terza a mio avviso sono le più originali e ricercate.
Per quanto riguarda il pola, io sul grandangolo uso lo slim e mi sono trovato bene, non ho avuto (finora) problemi di aloni come quelli da te evidenziati.

Luca

marcaval ha detto...

Tutte foto molto belle!!

Ciao Marco

samantha ha detto...

Enjoy every minute of your life. very interesting to read ....thanks for giving this kind of blogs,thanks...
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samanth
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