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lunedì 16 febbraio 2009

Manfrotto 190 MF4 vs Manfrotto 055prob

Lo scopo di questo post è quello di fornire un paragone molto semplice ed immediato tra un modello di treppiede molto diffuso ed apprezzato dai fotografi (Manfrotto 055prob) e un altro modello meno diffuso e dalle caratteristiche decisamente differenti (Manfrotto 190MF4): affrontiamo la scelta di un treppiede leggero da abbinare alla nostra attrezzatura, senza spendere un capitale, per affiancarlo al nostro solido e consolidato treppiede oppure per rimpiazzarlo a fronte di altre esigenze. Nota tecnica: per tutte le prossime operazioni di pesatura presentate nel testo, è stata usata una bilancia elettronica da cucina con portata massima di 5 kg e precisione nella misura di +/- 1g. La macchina montata sui cavalletti, laddove visibile, è una Nikon D200 con battery pack MB-D200, 2 batterie, Nikkor 17-35 f/2.8, per un peso totale di 2075 g. Tutte le considerazioni riguardanti la stabilità sono riferite a reflex con obiettivi relativamente piccoli, dai grandangoli fino a tele compatti.

Sin da quando mi sono appassionato alla fotografia ho ritenuto di fondamentale importanza il cavalletto, specie nelle foto di paesaggio. Per questo motivo ho acquistato il Manfrotto 055prob, stativo solido e robusto con un perfetto rapporto qualità prezzo. Questo modello ha l'ottima portata di 7 kg alla massima estensione delle gambe e consente di inquadrare ad altezza occhio (1,80 m) e all'occorrenza anche a 11 cm da terra con le gambe completamente allargate. I materiali sono di prima qualità, tanto che l'ho portato con me nelle condizioni di scatto più estreme: dai -15° in mezzo alla neve, fino ai 35-40°C sotto il sole e caldo umido, passando per terreni rocciosi, fangosi, ghiaiosi e sabbiosi. A distanza di tempo si notano solo normali segni d'uso quali graffi e un po' di vernice scrostata dalle manopoline di bloccaggio. Unico difetto? ll peso e le dimensioni rendono questo treppiede un po' impegnativo da portare dietro. Il peso del treppiede compresa colonna centrale (rimovibile) è di 2.4 kg, mentre il suo ingombro minimo da chiuso raggiunge i 64 cm.

Abbinato ad una tresta adeguata ai paesaggi come la 804rc2, il peso totale e gli ingombri sono notevoli - intorno ai 3,1 kg - , ma è un sistema straordinario per fare fotografie in tutte le condizioni.

Manfrotto 055prob+testa 804rc2: la mia attuale configurazione: 3.1 kg

Per chi come me ama viaggiare o fare escursioni alla scoperta della Natura e della Civiltà in compagnia della propria atrrezzatura, risulta difficile portarsi sempre dietro il cavalletto. Proprio per questo motivo molti ricercano treppiedi che siano piccoli, leggeri e stabili. Purtroppo la leggerezza è antitetica alla stabilità e l'unico modello in grado di combinarle è un treppiede in fibra di carbonio. Infatti la fibra, a parità di caratteristiche meccaniche della struttura, è molto più leggera dell'alluminio e degli altri materiali normalmente impiegati. Inoltre la fibra ha altre buone caratteristiche, tra cui scarsa conducibilità termica ed elevata rigidezza: la prima garantisce l'afferraggio del treppiede a mani nude anche in Inverno, mentre la seconda permette un maggiore smorzamento delle vibrazioni del sistema durante lo scatto.

Trovando una buona offerta su internet e dopo essermi documentato, ho deciso di acquistare il Manfrotto 190 Magfiber 4, le cui caratteristiche sono riassunte a questo link: www.manfrotto.com

La cosa che spicca subito all'occhio è il peso ridotto. Rimuovendo la colonna centrale in dotazione, esattamente come ho fatto per lo 055, e montando una testa a sfera leggera e compatta come la 486rc2 - progettata per reggere ben 6 kg - il peso dell'intero sistema è di soli 1,8 kg, con un risparmio di peso di ben 1,3 kg rispetto alla mia configurazione preferita e più stabile dello 055prob!

Manfrotto 190MF4+testa 486rc2: la mia nuova configurazione leggera: 1.8 kg

Parlando di dimensioni notiamo subito la grande differenza in termini di trasportabilità tra i due modelli (64 cm vs 46 cm teste escluse), aspetto importante per la scelta di un treppiede snello. Le 4 sezioni garantiscono una lunghezza complessiva minore della struttura e sono il giusto compromesso in termini di stabilità. Infatti treppiedi a cinque o più sezioni perdono in questo parametro, specie con gambe completamente allungate: le ultime sezioni sono molto più sottili rispetto alle prime.

Confronto lunghezza da chiuso Manfrotto 055prob vs Manfrotto 190MF4

Alla massima estensione delle gambe si nota subito una nota dolente: notevole la differenza di altezza massima raggiungibile. Lo 055 rimane imbattuto in tutto e per tutto, sovrastando il 190MF4.

Confronto altezza massima ed estensione 055prob vs 190MF4

Tuttavia la differenza in peso e dimesioni rende il 190MF4 una piccola perla e un accessorio importantissimo quando si deve contare sui pesi ed ingombri!

Per quanto riguarda la minima distanza da terra, il 190MF4 è incredibile. Praticamente lo si può estendere a livello del terreno, previa rimozione della colonna. Le gambe possono essere ulteriormente allargate fino a far toccare il mozzo centrale con la terra.

Manfrotto 190MF4 a gambe quasi completamente aperte

Sulla stabilità posso affermare con certezza di avere un buon treppiede, che nonostante i compromessi sulla resistenza globale della struttura, si comporta egregiamente. In foto orizzontali la macchina è praticamente appoggiata ad un macigno. Le gambe sono ben bilanciate e la fibra rende abbastanza rigida la struttura tubolare. Nelle foto in configurazione verticale la macchina mi è sembrata sempre ben sostenuta dalla testa e nelle foto di prova effettuate non ho notato problemi di micromosso neanche a tempi critici nell'intorno di 1". Comunque è sempre meglio prendere qualche precauzione allo scatto, anche perché questo treppiede leggero non raggiungerà mai la stabilità certa ed assoluta dello 055prob.

Manfrotto 190MF4 in posizione stabile per riprese in verticale

Per impressioni d'uso e considerazioni approfondite rimando al futuro, quando avrò provato il 190 MF4 sul campo, anche se altri noti fotografi italiani lo hanno già utilizzato con soddisfazione. Alcune considerazioni posso però farle sin d'ora.
Certamente il peso e la trasportabilità sarano un grande vantaggio, specie perché sono abituato al più ingombrante Manfrotto 055. L'uso della tracolla apposita per il trasporto, acquistata a parte, pemetterà un trasporto agevole del cavalletto anche quando non userò la tasca apposita dello zaino fotografico: già le condizioni di traporto per lo 055 somo migliorate molto da quado l'ho comprata.
Riguardo alle caratteristiche dimensionali, l'altezza massima non sarà ideale in diverse situazioni di scatto e mi porterà a perdere alcune foto, anche se in taluni casi la maggiore maneggevolezza del cavalletto mi permetterà soluzioni di appoggio alternative, sfruttando la completa mobilità delle gambe e le dimensioni ridotte. L'altezza minima invece sarà la stessa dello 055 quindi so già per certo che sarà molto soddisfacente e in alcune riprese le gambe più corte mi permetteranno di appoggiare il treppiede anche su superfici meno estese.

Per eventuali chiarimenti ed ulteriori foto esplicative continuerò ad aggionare questo post, anche a richiesta.

14 commenti:

Enrico ha detto...

Ciao Andrea!
Innanzitutto grazie, perchè:
1) per la disponibilità che dimostri ancora una volta con questa tua recensione;
2) per possedere esattamente i due treppiedi tra cui sono indeciso!!! =D

Scherzi a parte, un treppiede di "emergenza" e molto più che leggero già lo possiedo (efficace in assenza di vento esagerato anche alla massima altezza e con d40+12-24...), quindi la mia scelta ricade gran parte sul 055 soprattutto per un motivo da te ben sottolineato: l'altezza! per me che sono più di 190cm, dover scattare a "certe" altezze è sempre deleterio per la mia schiena...a volte devo inventarmi posizioni assurde!! con uno strumento che arriva a 180 sarebbe tutt'altra cosa... ciò che mi lascia un po' così è il peso davvero notevole: 3 kg sulle spalle si sentono e come a fine giornata, e 1000m di dislivello penso che me li scorderò in una escursione da 1giorno...però l'attrazione per un mezzo finalmente sicuro è tanta!!!soprattutto perchè sto pensando sempre più a escursioni di 2 giorni...

Tornando al tuo post, devo dire che sei stato molto esauriente; la qualità di entrambi gli attrezzi penso sia indiscutibile; ciò che fa veramente la differenza sono le esigenze di chi è dietro la reflex...

Grazie ancora per queste parole, sicuramente chiarificatrici!!

Enrico

Anonimo ha detto...

Grazie Andrea per l'ottimo lavoro che hai fatto, davvero molto utile.

Grazie per la disponibilità e la competenza che ci regali....

mirko_nk

Luca ha detto...

Come sai il mio unico dubbio sul 'piccolino' sta nel fatto che, trovandosi in mezzo ad un temporale, sia ha addosso un parafulmine, quindi mi raccomando la massima prudenza in situazioni a rischio. Per il resto credo che tu abbia fatto un ottimo acquisto, che apprezzerai molto durante le escursioni e la tua schiena ti ringrazierà.

Luca

Andrea Moro ha detto...

Grazie a tutti per l'enrtusiasmo dimostrato e per i complimenti. Così come feci per i Cokin P ho deciso di scrivere questo post per trattare un argomento attuale e su cui si reperiscono poche informazioni precise, cercando di rimanere un minimo scientifico nel criterio.

Un caro saluto

Andrea

Stefano Cuccolini ha detto...

Come sempre ottimo post! un domani penserò sicuramente al suo acquisto!
P.S.
il commento di Luca mi ha messo un pò i brividi : (
proprio la scorsa estate mi sono trovato in mezzo ad un nubifragio in montagna e passare in mezzo ad un bosco con fulmini a go go mi ha fatto passare dei brutti momenti!! effettivamente con il carbonio occorrerà molta attenzione

Andrea Moro ha detto...

Secondo il mio parere i fulmini vengono attirati da oggetti alti ed appuntiti. Difatti cercando online si vede che i casi di folgorazione sono legati ad oggetti alti ed appuntiti come canne da pesca in fibra e alberi di imbarcazioni...non a caso si tratta anche di oggetti in ambiente acquoso (mare o fiume). Il treppiede richiuso e riposto nella tasca dello zaino o fissato in qualche modo ad esso non è molto appuntito come una canna da pesca. Se poi siamo in giro in montagna i pericoli sono ben altri, a cominciare dagli alberi del bosco di Stefano. Anche ci trovassimo su una piana l'unico oggetto fortemente esposto è il treppiede e sia che avessi mo il carbonio che un treppiede di materiale metallico la percentuale di essere presi non è così alta o perlomeo non ci sarebbe una differenza astronomica nella probabilità tra un treppiede metallico e uno di carbonio. Queste mie considerazioni sono abbastanza generiche e non hanno la volontà di essere tecniche...però uno stimolo di riflessione che si possono innestare paure ingiustificate come non voler andare in macchina per paura di fare incidenti. Se capita è per pura sfortuna, indipendentemente dal materiale del treppiede.

Andrea

Luca ha detto...

Non voglio assolutamente creare paure ingiustificate, dico soltanto che il carbonio, essendo un superconduttore, ha maggiore probabilità di attirare i fulmini, tanto è vero che i parafulmini sono costruiti di tale materiale. D'altra parte qualsiasi manuale di sicurezza in montagna suggerisce, in caso di temporale, di lasciare eventuali oggetti metallici o conduttori ad almeno un centinaio di metri da dove ci si ripara. Poi è ovvio che se è l'ora, possiamo anche essere comodamente sdraiati nel nostro letto, ma è un discorso completamente differente. Avendo poi giocato anche a golf, vi dico che i circoli hanno una macchinetta che rileva la distanza dei temporali in arrivo e se la distanza scende sotto i 4-5 chilometri, il gioco viene immediatamente sospeso....

Luca

Stefano Cuccolini ha detto...

Mi sono accorto che il mio 055 è diverso: il mio nella zona del blocco della colonna centrale non ha quella forma e non si può togliere la colonna, ma farla ruotare in orizzontale...non so quale sistema sia meglio

Anonimo ha detto...

Bella recensione.
Ti leggo anche altrove.

Vorrei sapere, se possibile, se la parte in cui è inserita la colonna centrale (quella semisferica che si vede nelle tue foto) è anche asportabile in modo che con le gambe a 90 gradi, l'altezza dal suolo sia data solo dalla testa. Qualora non lo fosse se potessi dirmi quanto è alta ossia con le gambe a90 gradi quanti centimetri ci sono alla vite di fissaggio della testa.
Grazie mille.
Luigi

Andrea Moro ha detto...

Grazie Luigi per il complimento.

La parte semisferica può essere smontata ma solo per manutenzione...se la togli rimane il buco centrale, troppo grosso per bloccarci dentro la colonna. Alla massima apertura delle gambe, con scatto dei blocchi, da terra fino alla base di appoggio della testa ci sono 13 cm. Volendo le gambe possono essere allargate ancora di più fino a far toccare il mozzo della colonna a terra, ma ovviamente perdi un po' di stabilità poiché siamo oltre l'ultimo dei blocchi. In questa configurazione la distanza prima citata di 13 cm diventa circa 5,5 cm. Se mi contatti via mail posso mandarti qualche foto. Il mio contatto lo trovi nella sezione "autore" del blog, in alto a sinistra.

Saluti

Andrea

Elia ha detto...

Ciao Andrea,
come tutti gli altri ti ringrazio per questo articolo, è stato utile anche per me ;)
Volevo chiederti una cosa se possibile, per arrivare all'altezza minima consentita, usi la "colonna" in plastica tipo 190LAA?
Scusa, ma non riesco a trovare alternative ^_^"
Grazie ancora!
Elia

Andrea Moro ha detto...

Ciao Elia, grazie a te per il passaggio! Per usare il 190 all'altezza minima io rimuovo completamente la colonna centrale svitandola via. Il normale funzionamento del treppiede è garantito anche senza colonna. Le colonne corte non le ho mai avute.

Ciao

Andrea

Elia ha detto...

Ciao Andrea,
Grazie della risposta immediata ;)
Io ho comprato da poco il 190XPROB, e dalla mia niubbaggine ho visto ora che non si può svitare..la colonna non è cilindrica =X
Però avendo io la testa 460MG, con un pò di contorsioni riesco ad arrivare davvero a poci centimetri tra fotocamera e suolo ^_^
Grazie ancora per l'articolo, continua così! ;)
Have a Great Life!
Elia

Il Beone Fotografo (Andrea Federici) ha detto...

Grazie per l'articolo. Mi ha risolto il dubbio che mi portavo avanti da giorni nella scelta fra i due. Scelglierò il 190 per evitare di lasciare troppo spesso a casa il treppiedi a causa del peso di tutto il kit che porto con me durante le escursioni in montagna o città che sia.
Complimenti anche per i tuoi scatti cha ho visto per la prima volta (ammetto le colpe). Appena ho tempo mi farò un piacevole giro su Flickr,
Ciao Andrea, il beonefotografo