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mercoledì 30 gennaio 2008

Atmosfera della luce crepuscolare

La luce è l'elemento fondamentale per ottenere una buona fotografia, in particolare nel paesaggio. Solitamente le ore migliori per fotografare sono quelle dell'alba e del crepuscolo, in cui la luce assume tonalità calde e piacevoli ed è inoltre di tipo radente: questo favorisce un'atmosfera incantata e malinconica ed assolutamente efficace per mettere in risalto tutti gli elementi paesaggistici con giochi di chiaroscuro.

Queste due foto sono state scattate recentemente a San Benedetto del Tronto. La luce e le condizioni atmosferiche sono diverse e questi elementi sono funzionali per esprimere diverse sensazioni. Il primo tramonto è caratterizzato da un'atmosfera dolce e tranquilla, enfatizzata dal cielo tenue e pulito e dall'aspetto setoso del mare. Il secondo tramonto ha invece un cielo tormentato da nuvole in rapido movimento e la luce è leggermente più fredda rispetto alla prima foto. Belle condizioni non sono però sufficienti a rendere gradevole un'immagine. Occorre comporre la fotografia in modo da renderla tridimensionale o almeno armoniosa attraverso diversi accorgimenti. Nella prima immagine ho utilizzato le rocce per creare un primo piano forte, mentre nella seconda o usato le linee guida per condurre l'occhio al monumento e al cielo sullo sfondo. Cliccate sopra le immagini per ingrandirle.



Foto a sinistra: Nikon D200, Tokina atx-pro 12-24 f/4, iso 100, 13 mm, 13", f/16, treppiede, GND (P121)
Foto a destra: Nikon D200, Tokina atx-pro 12-24 f/4, iso 100, 14 mm, 30", f/14, treppiede, GND (P121)

Queste foto sono state scattate con l'intento di sperimentare al meglio i miei nuovi filtri digradanti neutri, quindi ho voluto ottenere scatti pronti sin da subito, da postprodurre solo minimamente con una sistemata ai livelli in Photoshop. A tal fine ho impostato la D200 con contrasto "basso", modo colore III, saturazione "esaltata". Per compensare la differenza di esposizione tra cielo e terra ho utilizzato in entrambi i casi il filtro Cokin P121 del tipo GND8 (gradazione con escursione di 3 stop). Avendo usato focali corte, il filtro a lastrina P121 è stato inserito in un "wide-angle" holder, utile per evitare fenomeni di vignettatura.

7 commenti:

lorcarg ha detto...

Che scatti fantastici! come fai ad azzeccare l' esposizione corretta di sera?

lorcarg ha detto...

Mi sono riletto il tuo articolo sulle foto in notturne... sarebbe da stampare per averlo sempre dietro! ;-)

Andrea Moro ha detto...

Ciao Lorenzo, grazie come sempre delle tue visite :-) L'esposizione di questi scatti non è stata difficile: esposimetro in matrix con filtro digradante. Con situazioni di chiaroscuro come al tramonto il matrix si comporta molto bene.

Grazie anche per il mio articolo sulle fotografie notturne! Esagerato...;-)

Ilaria ha detto...

Bellissime foto! Sei davvero bravo (parere molto tecnico di una profana :P)
Volevo ringraziarti per il tuo commento, e invitarti a seguire il mio esperimento, se lo vorrai!!
Ciao,
Ilaria

Angelo ha detto...

Ciao! Complimenti per il blog, che ho trovato per caso, e che d'ora in poi continuero' a visitare!

Una domanda: sto diventando matto nel cercare i filtri Cokin graduati. Anch'io ho un grandangolare (Sigma 10-20), che - da quanto avevo capito - mi costringe ad orientarmi verso la serie X-PRO Cokin, difficilissima da trovare, a quanto pare.

Ho visto che invece tu usi i filtri Cokin P (abbastanza facili da trovare) con un "wide angle holder". Mi puoi dire di piu', per favore? E' un accessorio Cokin, o che altro?

Grazie e ciao!
A.-

Andrea Moro ha detto...

Ciao e grazie per l'apprezzamaento! :)

Il wide angle holder è un accessorio che ho trovato per caso in un negozio di Milano nei pressi di piazza Argentina. In pratica è un portafiltri in grado di contenere un solo filtro. Se ci monti su una lastrina, vignetta meccanicamente fino a 12 mm. Dai 13mm non c'è più questo difetto. Se monti un polarizzatore cokin serie P invece, la vignettatura meccanica è pronunciata fino ai 14 mm e quindi il wide angle holder è inutile se vuoi scattare alle focali più grandangolari. Il mio consiglio, a maggior ragione col Sigma 10-20, è quello di prendere un polarizzatore a vite di tipo "slim" (esempio Hoya pro 1 digital) e di tenere le lastrine davanti all'obiettivo a mano.

La serie X-pro andrebbe bene, ma i prezzi sono da bivido...:-)

Angelo ha detto...

Capito, grazie. Col polarizzatore sono a posto, li ho tutti a vite (e slim per il 10-20). Sono estremamente interessato invece ai digradanti... e si', in effetti l'idea di provare a prendere SOLO le lastrine e tenerle a mano davanti all'obbiettivo è buona.

Grazie ancora!
Ciao,
Angelo.-